Storie (Di)Vino

La Strada dei vini di Provenza

Written by Veronica Lavenia

La storia dei vini di Provenza ha radici antiche che risalgono a circa 2.600 anni fa, quando i Fenici fondarono Marsiglia introducendo una pianta allora ancora sconosciut in Francia: la vite.

Dal II secolo A.C i Romani si insediarono nelle terre liguri, colonizzate quattro secoli prima dai Fenici e svilupparono la cultura della vite, creando in quei luoghi la Provincia Romana: Provenza. I Roma allargarono l’impero e la vite seguì i conquistatori. In questo modo il vigneto raggiunse progressivamente altre regioni della Gallia: la Valle del Rodano, il Beaujolais, la Borgogna, la Guascogna e il Bordeaux.

Nel Medioevo, dopo la caduta dell’Impero Romano la vite tornò a crescere in Provenza per opera degli ordini monastici. Dal V al XII secolo, le abbazie di Saint-Victor a Marsiglia, Saint-Honorat sulle isole de Lerins al largo di Cannes, Saint-Pons a Nizza e Thoronet nel Var hanno prodotto vino non destinato esclusivamente al consumo dei monaci ma anche al commercio.

Dal XIV secolo, nobili, i notabili del regno e i grandi ufficiali del Regio Esercito avrebbero acquisito e gestito molti vigneti provenzali, ponendo le basi della moderna Provenza viticola.

Una storia lunga secoli, il cui prestigio è divulgato e promosso dalla strada dei vini Provenza, associazione che tutela tale patrimonio, come spiega  Samuele Garnier, consulente enoturismo, Project Manager della Strada del Vino della Provenza.

©Route des Vin de Provence- Cap Saint Pierre

Da quando è nata la vostra Associazione, quali obiettivi avete raggiunto e cosa resta da raggiungere?
La rete della Strada del Vino della Provenza è stata istituita dalla Camera Regionale dell’Agricoltura nel 2011, con l’obiettivo di promuovere la Provenza come destinazione dell’enoturismo. La notorietà dei vini provenzali (90% rosati, 8% rossi e 2% bianchi) ha continuato a svilupparsi dalla metà degli anni 2000, tuttavia, molti visitatori vengono in Provenza per un soggiorno al sole, l’arte di vivere, i paesaggi e la mare ma non specificamente per i vini. L’obiettivo era quello di aumentare il numero di visitatori del vigneto, informando meglio i visitatori, supportando i viticoltori nello sviluppo delle loro attività di accoglienza enoturistica, sviluppando un’infrastruttura di segnaletica stradale, oltre a un sito web e una road map che accentra tutte le informazioni utili informazioni per la visita e la degustazione www.routedesvinsdeprovence.com. La rete è ben sviluppata con quasi 450 aziende agricole associate (Cantine cooperative, Domains, Castles, su AOP Côtes de Provence, Coteaux Varois en Provence, Coteaux d’Aix en Provence, Bandol, Cassis, Bellet, Palette, Les Baux of Provence…). La Strada del Vino della Provenza è presente anche sui social network Facebook e Instagram. Tuttavia, la strada per lo sviluppo dell’enoturismo resta lunga e continuiamo i nostri sforzi per aiutare lo sviluppo di progetti collettivi, eventi e per far conoscere la nostra regione del vino alle molteplici strade del vino nello spirito dell’incontro con i viticoltori e della condivisione del know-how e i valori del viticoltore.

Attraverso quali servizi/attività incoraggiate la diffusione della Strada del Vino della Provenza?
Oltre agli elementi che ho citato sopra (sito web, mappa, segnaletica stradale, social network) abbiamo predisposto un intero programma di formazione per i viticoltori per aiutarli a migliorare, costantemente, il loro livello di accoglienza. Sosteniamo la strutturazione di approcci collettivi (supporto nell’ottenimento di etichette enoturistiche, sviluppo di sentieri escursionistici, a piedi o in bicicletta, in vigna, sviluppo di locande agricole, ristoranti di vignaioli, alloggi di vignaioli …) e anche le procedure individuali con consulenza , visite di controllo della qualità dell’accoglienza nell’ambito della nostra carta. Ci sono anche collaborazioni con riviste per dare risalto ai vigneti. E, soprattutto, partecipiamo a tutte le iniziative agricole e turistiche istituzionali per riconoscere l’enoturismo come un importantissimo motore di sviluppo dei nostri territori.

©Route des vins de Provence-Sainte Beatrice

Quali sono le particolarità del territorio e dei suoi vini?
La Strada del Vino della Provenza ha 8 Denominazioni d’Origine Protetta (DOP): Côtes de Provence, Coteaux Varois in Provenza, Côteaux d’Aix en Provence, Bandol, Cassis, Bellet, Palette, Les Baux de Provence. Esiste una diversità di suoli e diversi metodi di coltivazione che consentono a diversi terroir di esprimersi. Anche se esistono delle DOP molto conosciute per i vini rossi, come il Bandol AOP (uva Mourvèdre dominante, affinamento in botti di rovere per 18 mesi e coltivazione in terrazzamenti) e altre per i vini bianchi come il DOP. vitigni Clairette) tutte queste DOP producono ottimi vini rosati, secchi, tipici, molto limpidi con grande ricchezza aromatica che rivela note floreali (caprifoglio, acacia, verbena…) note di agrumi, spezie (liquirizia, cannella, vaniglia, pepe , eucaliptus …) di grande finezza minerale o cesellato come un pizzo, una gioia per le papille gustative. Il know-how del viticoltore sono anche le basse rese, la vendemmia notturna per mantenere l’uva fresca e limitare l’ossidazione, pressatura diretta e brevissima macerazione a freddo per estrarre gli aromi prima dell’inizio della fermentazione senza l’estrazione di colore e tannini. Le cantine modernissime, con un’igiene molto controllata, riducono anche l’uso di solfiti e rendono i rosati molto digeribili. Una grandissima parte dei viticoltori ha sviluppato, in vigna e in cantina, approcci ambientali come l’agricoltura biologica o la biodinamica o ha ottenuto certificazioni di Alto Valore Ambientale.

©Herve FABRE- Route des vins de Provence

Può descrivere brevemente il percorso e quali aree di interesse culturale ed enoturistico attraversa?
La Strada del Vino della Provenza attraversa 3 dipartimenti (Alpes Maritimes, Var e Bouches du Rhône) da Nizza a Baux de Provence passando per Saint Tropez, Draguignan, Brignoles, Saint Maximin la Sainte Baume, Aix en Provence. Ii paesaggi vitivinicoli sono molto vari lì dal mare Fréjus, La Londe, Il Golfo di Saint Tropez, Bandol, Cassis alle Gorges du Verdon, il Massif des Maures, la Sainte Baume e la Montagne Sainte Victoire, piena di Mori con le sue terre rosse molto antiche (Permiano). La storia religiosa della Provenza segna anche il terroir e la nascita dei vigneti con i notevoli stabilimenti architettonici delle Abbazie di Thoronet, Celle e Silvacane ma anche molte cantine e castelli rivolti alle arti e offrendo mostre di scultura. , dipinti ad esempio mescolando i Templari centri di storia dell’arte contemporanea (ex Commanderie de Peyrassol).

© Herve FABRE- Route des vins de Provence

Perché scegliere la Strada del Vino della Provenza?
Camminare sulla Strada del Vino della Provenza è un modo per scoprire un’altra Provenza, quella dei terroir, della gastronomia, ben ancorata alla storia, alla tradizione e che però non fa concessioni alla modernità con cantine ultra moderne e vini conosciuti e riconosciuti in tutto il mondo ma che acquistano tutto il loro significato se gustati in loco, nella sua regione di produzione con il paesaggio e l’atmosfera così tipici della Provenza.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Writer and magazine contributor, some of her works have appeared in the most popular International magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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