Voci (Di)Vino

La rivoluzione degli orange wines

Written by Veronica Lavenia

Una passione per i vini iniziata in giovane età, perfezionata, nel tempo attraverso studi e ricerche con l’intenzione di lasciare il segno nel complesso e competitivo mondo del vino. Così, Simon Woolf, classe 1970, nel 2011, crea un blog non (solo) dedicato al vino ma a una varietà in particolare, gli orange wines (vini arancioni)  di cui nessuno ancora  si era occupato in modo approfondito.

Negli anni, raggiunta una notevole conoscenza sul tema, Woolf decide di scrivere un libro con la consapevolezza che sarebbe stato arduo trovare un editore disposto a pubblicare un testo, il primo a livello Internazionale, su una tipologia di vino nota e apprezzata, per lo più, da un cerchio ristretto di appassionati. Di fatto, nel 2017, Woolf lancia una campagna per finanziare il libro che uscirà  nel 2018 con il titolo, Amber revolution: How the world learned orange wine.

Il libro è disponibile in Italia per i tipi di Edizioni Ampelos, casa editrice specializzata esclusivamente in pubblicazioni sul vino. “Amber Revolution: come il mondo ha imparato ad amare gli orange wines” è il libro che ogni specialista e appassionato di vino dovrebbe leggere. Un saggio autorevole che, con una brillante narrazione, racconta la storia degli orange wines e dei maggiori produttori, attraversando le più diverse culture vinicole dal Friuli, alla Slovenia fino alla Georgia  e non solo.

L’obiettivo dell’autore è ben chiaro, come egli stesso scrive nella Prefazione Italiana: “Questo libro concentra la sua attenzione solo sui vini prodotti da uve a bacca bianca vinificate come se fossero rosse, fermentate a contatto con le bucce (e talvolta anche con i raspi) per giorni, settimane o addirittura mesi. Il termine orange wines viene utilizzato in varie parti del mondo per identificare altre bevande fermentate che qui non vengono prese in considerazione”.

Attilio Scienza, nella suo interessante contributo al volume sottolinea che: “La produzione degli orange wines, la Amber Revolution e la vinificazione in anfora rappresentano un vero e proprio “ritorno al futuro”, dove l’argilla si identifica nella grande madre, archetipo junghiano della terra, del mondo sotterraneo, della procreazione”.

Il libro è qualcosa di più di un mero esercizio tecnico dedicato a una particolare tipologia di vino. Woolf si spinge ben oltre, delineando una geografia politica delle regioni produttrici di vini ambrati in cui si evidenzia la perdita di identità da parte delle popolazioni di queste aree nel XX secolo Una storia, la loro, che è stata sepolta, come sottolinea Woolf, assieme alla grande tradizione vinicola.

©Edizioni Ampelos

“La lotta dei viticoltori per riscoprire la loro vera identità è stata, in realtà, una battaglia contro la modernità, con la consapevolezza che i vini migliori non sempre sono prodotti dalle aziende che vantano in cantina le tecnologie più avanzate e macchinari di ultimissima generazione; spesso sono invece il frutto di umili realtà produttive, le cui priorità assolute sono: uve eccellenti, massimo rispetto per la terra e un sano richiamo alle tradizioni e alla cultura del passato”.

Undici capitoli, per lo più focalizzati sulle regioni produttrici di vino orange con suggerimenti molto interessanti sul loro uso, sulle caratteristiche, temperature di servizio, abbinamenti e testimonianze dei produttori.

Nel capitolo “Chi non li apprezza continuerà a farlo”, Woolf affronta le critiche dei detrattori degli orange wines, spiegando che a fronte degli scettici, dagli anni Duemila, la stampa, gli scrittori di vino e addetti ai lavori iniziano a scoprire, apprezzare e divulgare la storia di questi vini speciali. Falsi miti ma anche problemi e difetti degli orange wines, chiudono uno dei capitoli più interessanti.

Ai produttori, l’autore dedica l’ultima sezione del libro, segnalando oltre 180 produttori Internazionali, secondo una “selezione assolutamente personale di esperti riconosciuti e nuovi talenti emergenti”.

Un’interessante e aggiornata bibliografia sul tema conclude le quasi 300 pagine di un libro curato nei dettagli grafici, fotografici ma, soprattutto, nel contenuto professionale e con una narrazione (con)vincente che cattura l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Italian based writer and magazine contributor.
Author of six books, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Food Connoisseur.
EVOO Communicator.
Founder of #evoostories and #storiedievo at @veronicalavenia_
Founder of the EVOO Column at "The Wolf Post".
Columnist and translator at "The Wolf Post".

She has always lived in the countryside. She has learned to "get her hands dirty", working and reaping the benefits of the fields, since she was a child. She participated in grape harvests, olive picking and assisted in the subsequent stages of production.
Food & Wine tourism were the family holidays that educated her on the subject.

"Writing about Food & Wine, without having cultivated at least a small vegetable garden in life, is possible but not very credible."