Storie di EVO

Vignamaggio: tra storia e leggenda

Written by Veronica Lavenia

STORIA:

Sette secoli di vita, una bellezza senza tempo e un lungo futuro ancora tutto da scrivere. Così è Vignamaggio, austera, regale, sospesa tra le meravigliose colline di Greve in Chianti, in Toscana.

Nel fazzoletto di fertile terra che gli Inglesi chiamano Chiantishire, Vignamaggio occupa un posto speciale al punto che il suo passato è, inevitabilmente, intriso anche di suggestivi racconti al limite del surreale. Uno di questi narra che a Vignamaggio nacque Monna Lisa, la dama più celebre al mondo, ritratta dal genio di Leonardo da Vinci.

Tutto ha inizio nel 1280 quando i Gherardini, nobile storica famiglia toscana, si installano nel castello di Montagliari una collina dominante la valle del fiume Greve. Esiliati, organizzano per vendetta violenti assalti che impediscono il trasporto di viveri verso Firenze.

Nel 1302, il Castello dei Gherardini viene raso al suolo dall’offensiva della Repubblica Fiorentina, costringendo la famiglia a trasferirsi sull’altro versante della vallata, a Vignamaggio.

Nel 1404, viene redatto il primo documento che testimonia la presenza dell’attività vinicola di Vignamaggio. Con la pergamena di Amidio Gherardini, uno dei due figli di Cione Gherardini, inizia, così, la storia della cantina Vignamaggio.

Nel 1421, a causa di ingenti indebitamenti, i Gherardini cedono la tenuta alla famiglia Gherardi, commercianti di seta di Firenze. Questo è l’anno che funge da spartiacque per un nuovo inizio di Vignamaggio. Una data importante anche per la leggenda nata intorno alla possibile nascita nella tenuta di Lisa di Antonmaria Gherardini, detta anche Lisa Gherardini, nota come Monna Lisa. La cessione della tenuta Vignamaggio da parte della famiglia Gherardini alla famiglia Gherardi è, infatti, di gran lunga antecedente la nascita della donna, avvenuta nel 1479. Sebbene sembri più verosimile che Monna Lisa sia nata a Firenze in Via di Maggio, la leggenda che la vuole, in qualche modo, connessa a Vignamaggio ha, indubbiamente, accresciuto il fascino di un luogo già di per sé raro.

© Vignamaggio

I fasti del Pieno Rinascimento, nel 1500, segnalano Vignamaggio nella mappa del popolo di San Niccolò a Montagliari.

Nel 1600, grazie agli investimenti della famiglia Gherardi, Vignamaggio diventa un podere completo con l’implementazione del vigneto e la creazione di frutteti e oliveti, un frantoio, i forni, il pozzo, le stalle, i pollai, la stanza del formaggio e una cappella privata.

Nel 1700, la fattoria produce e vende vino, olio, grano, orzo. I poderi di proprietà di Vignamaggio erano diciassette e ognuno produceva le sue specialità. Nel 1716, Cosimo III, Granduca di Toscana, delimita, ufficialmente, la zona di produzione del Chianti.

Nel 1800, la crisi agricola che colpisce la Toscana costringe la famiglia Gherardi a vendere la villa che passa nelle mani di diversi proprietari durante tutto il secolo.

Nel 1900, vigneti e oliveti diventano l’anima del panorama chiantigiano, a discapito delle piccole coltivazioni di cereali e dei frutteti.

© Vignamaggio

Nel 1924, un gruppo di 33 viticoltori si riunisce a Radda e fonda il primo consorzio italiano di viticoltori: il Chianti Classico.

Nel 1926, i Conti Sanminiatelli, nuovi proprietari di Vignamaggio, fanno della villa un centro culturale e artistico importante, con ospiti celebri e feste note al tempo.

Nel 1987, la tenuta passa alla famiglia Nunziante, che ne ristruttura gli edifici e i giardini, rinnovando le cantine e aprendo la tenuta al pubblico.

Oggi, Vignamaggio ha intrapreso un ambizioso progetto di restauro, alla guida dell’architetto Patrice Taravella che prevede l’ampliamento dei giardini, il rinnovo degli edifici e l’estensione delle attività agricole. Tutto questo per rendere Vignamaggio un’esperienza da vivere a tutto tondo, trasformando la fattoria in una tenuta agricola biologica all’avanguardia.

©Vignamaggio

FATTORIA BIOLOGICA:

Sebbene Vignamaggio sia nota a livello Internazionale per l’eccellente produzione di Chianti Classico e un Extra vergine di oliva DOP di altrettanto pregio, l’azienda è anche un’oasi dedicata alla produzione di frutta, verdura, confetture, conserve, farine.

©Vignamaggio

I frutteti biologici sorgono in vari punti del Piano di Montagliari, una zona incontaminata lungo le sponde del fiume Greve. Alberi di prugne, mele, albicocche, pere e melograni ma anche campi di grano. A ridosso del bosco, nella zona più fresca della fattoria, in una valletta sulle rive della Greve, dove il fiume si restringe e dove comincia la zona degli antichi mulini sorge l’impianto di piccoli frutti con more, lamponi e ribes. Un vero e proprio fiore all’occhiello dell’azienda, assieme alla  casa dell’Orto e alla carciofaia biologica.

©Vignamaggio

Confetture:

Dall’albero al barattolo. Il primo ingrediente delle confetture di Vignamaggio è la frutta del frutteto biologico. 70% di frutta, zucchero di canna biologico e nessun conservante. Salute e gusto da spalmare sopra una fetta di pane rustico o per preparare deliziose torte e crostate.

©Vignamaggio

Conserve:

Le conserve di Vignamaggio vengono prodotte esclusivamente con gli ortaggi biologici della fattoria. Deliziose e naturalmente biologiche, esse sprigionano tutti i sapori e i profumi della bella stagione.

©Vignamaggio

Cereali:

Vignamaggio ha una produzione pregiata di grani antichi, tra cui spicca la varietà di grano tenero Verna, caratterizzata da un sapore intenso. Il grano antico Verna porta il nome del Monte Verna, in Toscana, dove, negli anni ’50, alcuni frati erano soliti coltivare questa varietà. Esso nasce dall’incrocio di due tipologie storiche di grano dell’Ente Toscano Sementi: il frumento Est Mottin 72″ e il Mont Calme. L’esperimento aveva l’obiettivo di trovare una varietà più robusta. Il grano Verna ha mantenuto le aspettative, confermandosi resistente agli agenti atmosferici e alle malattie. L’aroma intenso e deciso è una delle sue caratteristiche più apprezzate. Dopo essere stato dimenticato per molti decenni, è oggi uno dei grani di punta di aziende come Vignamaggio che investono sulla qualità e sulla sostenibilità.

©Vignamaggio

EVO:

Lungo i pendii soleggiati di Vignamaggio dominano i 7000 olivi secolari dell’azienda. Distese di alberi pregiati che regalano olive biologiche preziose, raccolte a mano e frante nell’arco di poche ore, per mantenerne intatta la freschezza. L’olio Extravergine di oliva di Vignamaggio si distingue per il pizzicorio, il sapore intenso e il profumo fruttato.

©Vignamaggio

Ricco di polifenoli, l’EVO Vignamaggio è prodotto con le cultivar: Frantoio, Moraiolo, Leccino e Pendolino. È caratterizzato da un colore verde con riflessi dorati e da un intenso profumo fruttato con leggere note erbacee. Il sapore è intenso, mitigato dalla nota rotonda del Moraiolo.

©Vignamaggio

VINI:

Una storia vinicola lunga seicento anni, un patrimonio inestimabile di storia e cultura, rendono le cantine Vignamaggio davvero uniche nel loro genere.

Oggi, Vignamaggio è una fattoria biologica con una cantina all’avanguardia e produce vini di alta qualità, esprimendo le peculiarità dei diversi terroir della tenuta.

©Vignamaggio

I quarantadue appezzamenti sono distribuiti in sette zone (Prenzano; Petriolo; Solatìo; Orto; Poggiarelli; Vitigliano; Prato e Querceto) su 65 ettari di vigneti a un’altitudine media di 350 metri sul livello del mare, prevalentemente esposti a sud-ovest ed est. La zona di Prenzano-Petriolo è costituita da arenaria macigno. Scendendo verso il fiume Greve (Solatìo e Poggiarelli), i terreni diventano più argillosi e lo stesso salendo sull’altro lato della valle (Orto). Nella zona di Panzano i terreni sono più sciolti e meno argillosi (Vitigliano, Prato, Querceto).

Vignamaggio ha intrapreso un progetto di recupero di vitigni locali, denominato “Progetto Arca di Noè”, selezionando ceppi di vite geneticamente meno conosciuti ma, da sempre presenti, sul territorio.

©Vignamaggio

Il vino Vignamaggio è ottenuto da uve coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica, senza uso di fertilizzanti chimici, pesticidi di sintesi ed erbicidi.

PENSIONE E CASE AL PRATO:

Vignamaggio è anche ospitalità. Un soggiorno immersi nel verde lussureggiante delle colline del Chianti, lontani dal frastuono cittadino, nella totale condivisione di cibo buono, creato da mani sapienti con i prodotti Vignamaggio.

La tenuta offre la possibilità di soggiornare nella suggestiva pensione di diciotto camere. Un arredo fresco e contemporaneo, senza rinunciare agli elementi architettonici caratterizza la pensione circondata da un giardino panoramico da cui si intravede Firenze far capolino tra gli olivi.

Per un soggiorno esclusivo Vignamaggio ha a disposizione anche delle splendide “Case al Prato”,  in una radura tra boschi di querce e vigneti. Tre unità distinte unite da uno stile di campagna classico ed elegante, circondate da un giardino rigoglioso costellato da alberi da frutto e rose.

©Vignamaggio

DOVE:

VIGNAMAGGIO

Greve in Chianti, Florence

ITALY

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About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Italian based writer and magazine contributor.
Author of six books, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Food Connoisseur.
EVOO Communicator. Founder of the EVOO Column at "The Wolf Post".
Writer| Translator| Communication Manager at "The Wolf Post", since the birth of the magazine.

She has always lived in the countryside. She has learned to "get her hands dirty", working and reaping the benefits of the fields, since she was a child. She participated in grape harvests, olive picking and assisted in the subsequent stages of production.
Food & Wine tourism were the family holidays that educated her on the subject.

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