Storie (Di)Vino

Museo Provinciale del vino- Weinmuseum

Written by Veronica Lavenia

Il museo provinciale del vino, Weinmuseum, è un piccolo gioiello ricco di testimonianze di rilievo. Ubicato a Caldaro, paese ad alta vocazione vinicola, a 15 km da Bolzano, il museo racconta una storia secolare attraverso gli strumenti usati in passato per la cura della vigna.

Non solo oggetti, la mostra propone anche la visita al vigneto di proprietà dove crescono vitigni antichi (oggi, non più coltivati) tra cui le varietà di uva “Bozner Seidentraube”; uva fragola bianca, “Blatterle” e “Gschlafene”.

Una visita suggerita agli appassionati e a quanti vogliono conoscere l’Italia, attraverso una cultura millenaria, quale è quella vinicola.

Scopriamo di più sull’attività del Museo Provinciale del vino, attraverso le parole di Regina Mayr.

©Weinmuseum

La scelta di collocare il Museo del Vino a Caldaro non è casuale. Può raccontare quando è nato il museo e in che misura esso esprime la cultura vinicola del territorio?

Il museo è stato fondato nel 1955 ed è stato il primo museo del vino a sud delle Alpi. Locato per trent’anni a Castel Ringberg, sopra il Lago di Caldaro, nel 1986 è stato trasferito in questa antica cantina, al centro del paese. A Caldaro il museo si trova nel cuore della zona viticola dell’Alto Adige. Il museo rappresenta la cultura vinicola soprattutto dal punto di vista storico: In primis, viene mostrato come un tempo si svolgevano i lavori nel vigneto e la vinificazione nella cantina. Il museo però vorrebbe di più: Vorrebbe dimostrare come la viticoltura ha influenzato la cultura della regione. Accanto al museo si trova un vigneto con dei vitigni antichi coltivati su sistemi di pergola tradizionali. Inoltre il museo testimonia il ruolo del vino nella religione cristiana cattolica, predominante in zona.

©Weinmuseum

Quali oggetti di rilievo sono presenti e quali tra essi sono maggiormente rappresentativi della cultura vinicola locale?

Alcuni oggetti sono impressionanti già per le loro dimensioni come, per esempio i grandi torchi, i tini e le botti. Poi, ci sono oggetti che attirano interesse per l’aspetto particolare, ad esempio quelli collegati alla figura del “Saltner”, il guardavigneti, che nel corso del Novecento, soprattutto nella zona di Merano, ha sostituito il suo abbigliamento da lavoro, fino ad allora piuttosto semplice, con un abito molto più appariscente. Importante il copricapo ornato di piume e code di volpe. Poi ci sono altri oggetti poco vistosi come la roncolina, che, però, essendo  un attrezzo versatile utilizzato per tanti lavori diversi è diventato un simbolo dei contadini vignaioli.

Gli oggetti collezionati ed esposti hanno tutti un riferimento locale, perciò, è difficile scegliere un unico oggetto rappresentativo della tradizione vinicola del territorio.

©Weinmuseum

Vi è la possibilità di visitare parte del museo anche on line. Cosa è possibile vedere virtualmente?  

Una prima impressione del museo si ottiene visitando il nostro sito web (www.museo-del-vino.it) o seguendoci su Facebook. Lì, presentiamo il nostro lavoro e diamo informazioni su diversi eventi ecc.

Un tour virtuale può arricchire la visita del museo, ma siamo convinti che non può sostituire l’esperienza di visitare l’esposizione dal vivo.

©Weinmuseum

Come è organizzata la visita al museo? È inclusa anche la visita al vigneto o sono due percorsi distinti?

La visita al vigneto è inclusa nel percorso attraverso il museo e in autunno, quando l’uva è matura, i visitatori hanno la possibilità di assaggiarla.

Quale tipologia di visitatore prevale (in generale, escludendo il periodo attuale): scolaresche, turismo locale, nazionale, internazionale…e quali tra loro sembrano essere maggiormente interessati dalla visita?

I visitatori prevalenti si possono dividere in due categorie: Una categoria è quella dei turisti che trascorrono le loro vacanze a Caldaro e dintorni, turisti che arrivano per la maggior parte dall’estero, soprattutto da Germania, Svizzera e Austria. L’altra categoria è quella degli amanti del vino, essi vengono, esplicitamente, per visitare il nostro museo, con l’intenzione di voler fare un viaggio “didattico” (in comitiva o individuale). In questo caso, si può dire che la provenienza dei visitatori è “più varia”. Possiamo notare che tra loro ci sono tanti visitatori italiani.

Oltre a queste due categorie c’è quella degli scolari e studenti. Alunni delle scuole primarie dell’Oltradige e della Bassa Atesina e anche gli studenti delle scuole tecnico-agrarie visitano il nostro museo per conoscere meglio la storia culturale del territorio in cui vivono e studiano.

©Weinmuseum

Il vostro Museo è anche impegnato nella ricerca, ovvero nello studio scientifico della collezione. Può spiegare l’importanza di tale impegno anche ai fini dei servizi offerti al visitatore?

Per capire meglio la propria collezione bisogna contestualizzarla in un ambito storico-culturale.

Da dicembre 2018 a dicembre 2020 è stato realizzato un progetto di ricerca attorno alla figura del “Saltner”, il guardiavigneti, di cui ho già riferito prima. I risultati di questo progetto verranno pubblicati in un volume che stiamo preparando, arricchendo il programma didattico e la mostra stessa.

Rendere accessibili i risultati di tali progetti al pubblico è uno dei principali e più importanti compiti dei musei.

©Weinmuseum

Come sono organizzate le visite durante il periodo estivo (giorni e orari)?

Siamo aperti dal 1° aprile all’11 novembre, dal martedì al sabato a orario continuato dalle ore 10 alle ore 17.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
(Speech) Writer and magazine contributor, some of her works have appeared in the most popular International magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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