Storie (Di)Vino

Strada del Barolo

Written by Veronica Lavenia

Il Barolo è la storia del vino rosso italiano. Una storia antica e nobile che parte dall’uva Nebbiolo, vitigno d’eccellenza del Piemonte.

Carlo Tancredi Falletti di Barolo sposò Juliette Colbert, entrambi persone note nel periodo del Risorgimento nella regione. Al tempo, la produzione del Barolo era già in atto ma quel matrimonio segnò il passaggio definitivo verso la ricerca della qualità che ha permesso al Barolo di diventare uno dei vini più noti e apprezzati al mondo. Fu Juliette a far degustare il vino alla casa reale Savoia  e, in seguito, alle corti Europee. Questo, almeno, è quanto narra la leggenda che vuole anche sia stato proprio per merito di questo “nobile” passaparola che il vino divenne presto celebre come il “Vino dei Re”.

Il clima piemontese e il suolo hanno contribuito alla creazione del “mito Barolo”, vino consacrato, definitivamente, dalla Marchesa Juliette che si rivolse all’enologo del Conte Camillo Benso di Cavour, il francese Oudar.

Una storia che le La strada del Barolo divulga attraverso numerose iniziative, facenti parte del percorso enoturistico.

Un bagaglio di saperi e sapori, raccontato, in questa intervista, da Mario Ferrero, responsabile Comunicazione dell’Associazione.

©Strada del Barolo-Mario Ferrero

Da quando è nata la vostra Associazione a oggi, quali obiettivi prefissati avete raggiunto e quali quelli ancora da raggiungere?

Dal 2006 a oggi, la Strada del Barolo e grandi vini di Langa ha visto crescere la sua compagine associativa, che oggi conta oltre cento soci fra aziende vinicole, strutture ricettive, ristoranti, produttori agroalimentari, musei, castelli e comuni. Negli anni, l’Associazione ha organizzato moltissime attività rivolte agli enoturisti, contribuendo, in modo considerevole, all’incremento dei flussi turistici nell’area del Barolo: alcune di queste vengono proposte ogni anno ormai da molto tempo, come le Wine Tasting Experience®, Io, Barolo e il Tour dei Cru, e sono divenuti format stabili e riconosciuti dal pubblico, che torna ogni anno sul territorio per partecipare a queste attività.

©Strada del Barolo-Mario Ferrero

Nel futuro, l’associazione intende ampliare la rete di collaborazione con i comuni del territorio per proporre nuove attività con l’obiettivo di promuovere le eccellenze enogastronomiche dell’area di riferimento, incrementando ulteriormente i flussi turistici nel proprio territorio di competenza e, in particolare, nelle strutture associate.

©Strada del Barolo-Mario Ferrero

Attraverso quali servizi/attività promuovete la divulgazione della Strada del Barolo?

Le principali attività della Strada del Barolo sono gli eventi di degustazione sul territorio rivolti ai wine lovers: il più importante è Io, Barolo, una degustazione itinerante con circa trenta produttori di vino che presentano cru e annate differenti di Nebbiolo e Barolo in una degustazione “diffusa” lungo le stradine e le piazzette del concentrico medievale di Roddi, porta d’ingresso alla Langa del Barolo. Altre attività di questo tipo vengono organizzate anche al di fuori del territorio della Strada del Barolo, come ad esempio Il Barolo di Snoda a Torino: due serate di degustazione organizzate negli spazi di Snodo, all’interno delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino. Vi sono poi attività di natura didattica e divulgativa, quali le Wine Tasting Experience®, originale formula di degustazione divenuta, negli anni, un evento irrinunciabile per centinaia di wine-lovers in visita nelle Langhe che, sull’esempio delle Ecole Du Vin francesi, consentono di confrontare etichette di produttori diversi in un unico appuntamento, guidati da esperti del territorio.

©Strada del Barolo- Mario Ferrero

La Strada del Barolo dispone, inoltre, di un sito internet, in doppia lingua, che ha una media di 10.000 visitatori unici al mese, con i relativi profili social collegati, e di un database di circa 15.000 wine lovers italiani e stranieri ai quali vieni inoltrata, ogni mese, una newsletter con le iniziative in programma.

©Strada del Barolo-Mario Ferrero

Quali sono le caratteristiche peculiari del territorio e dei suoi vini?

Le peculiarità delle colline di Langa sono le armoniose geometrie dei vigneti: i contadini, con infinita pazienza e grande meticolosità, hanno saputo modellare i fianchi e i pendii scoscesi di queste colline, trasformandoli in terreni adatti alla viticoltura, belli da vedere e fondamentali per un’economia agricola sempre più radicata ed efficace. Gli antichi borghi arroccati sulle cime dei bricchi, ognuno con la tua torre, castello, mura, che ancora oggi ci ricordano l’antico passato feudale di queste terre.

©Strada del Barolo-Mario Ferrero

I terreni delle zone del Barolo si sono venuti a formare durante il Miocene, dai 15 ai 7 milioni di anni fa, in un’area in cui prima vi era un antico golfo marino, in Età Serravalliana (o Elveziana) e Tortoniana e sono prevalentemente composti da marne argillo-calcaree sedimentarie, intercalate da strati di marne più o meno importanti di colore grigio-azzurro, dette Marne di sant’Agata, che danno origine a vini eleganti, profumati, dalla maturazione un po’ più veloce, e da strati di sabbia o arenarie di colore grigio-bruno e giallastro, le cosiddette Arenarie di Diano, che danno origine a vini più alcolici, più robusti e più longevi.

Può descrivere, in breve, la strada e quali territori di interesse culturale ed enoturistico essa attraversa?

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa nasce nel 2006 con lo scopo di valorizzare, promuovere e animare il territorio dove nascono i pregiati vini di Langa e dove sono radicate le tradizioni secolari, la cultura e le produzioni enogastronomiche tipiche che hanno reso questo territorio unico al mondo: sono quasi cento i soci che insieme collaborano per offrire al turista qualità ed emozioni.

©Strada del Barolo-Mario Ferrero

La Strada unisce i comuni di Alba, Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, La Morra, Monchiero, Monforte d’Alba, Montelupo Albese, Novello, Roddi, Roddino, Rodello, Serralunga d’Alba, Sinio e Verduno, in un appassionante viaggio nel cuore e nello spirito del territorio, dove protagonista indiscusso è il vino, ma sullo sfondo regna la presenza del grande patrimonio di cultura e tradizioni, l’esuberanza della natura con l’incanto delle colline e dei suoi vigneti, tutto condito dal carattere forte ma cordiale della gente di Langa pronta ad accogliere con calore e simpatia i visitatori e gli amanti del buon vino e della buona cucina nelle cantine, nei ristoranti, nei B&B, negli hotel, nelle botteghe, nei musei.

©Strada del Barolo- Mario Ferrero

Perché scegliere la Strada del Barolo?

Perché quello della Strada del Barolo è un territorio unico al mondo, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO in virtù dell’“eccezionale Valore Universale rappresentato dalla radicata cultura del vino e dallo straordinario paesaggio modellato dal lavoro dell’uomo, in funzione della coltivazione della vite e della produzione del vino”. Si tratta quindi di un paesaggio eccezionale, che deriva da una tradizione vitivinicola tramandata da generazioni: i vini prodotti in quest’area sono prodotti di eccellenza, riconosciuti a livello internazionale.

©Strada del Barolo- Mario Ferrero

Oltre al fascino dei paesaggi e alla meritata fama dei vini, sono le eccellenze enogastronomiche a fare delle Langhe un patrimonio unico al mondo: il Tartufo Bianco d’Alba innanzitutto, tubero raffinato e ricercato, sinonimo di gusto e di lusso in tutto il mondo, la Nocciola Tonda Gentile, varietà fra le migliori al mondo, ingrediente principale di molti dolci artigianali della cucina locale, i formaggi Dop, e poi ancora la pasta fresca, i salumi e le salse, che sono alla base delle straordinarie ricette di Langa. 

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Italian based writer and magazine contributor.
Author of six books, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Food Connoisseur.
EVOO Communicator. Founder of the EVOO Column at "The Wolf Post".
Writer| Translator| Communication Manager at "The Wolf Post", since the birth of the magazine.

She has always lived in the countryside. She has learned to "get her hands dirty", working and reaping the benefits of the fields, since she was a child. She participated in grape harvests, olive picking and assisted in the subsequent stages of production.
Food & Wine tourism were the family holidays that educated her on the subject.

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