Storie (Di)Vino

Malvasia: storia di un vino nobile

Written by Veronica Lavenia

Al largo del Peloponneso, nel sud della Grecia, distretto di Laconia, una piccola isola, arroccata su uno scoglio, ancora abbastanza sconosciuta al turismo di massa, nasconde una storia antica, per molti ancora da scoprire. È la storia di un borgo medievale che, collegato alla terraferma da un’unica strada rialzata (costruita, a seguito di un terremoto che divise il villaggio dalla terraferma), conserva tesori antichi, tra cui un vino prezioso. Monemvasia, questo il nome (derivante da “moni emvassis, unico accesso), è un piccolo gioiello architettonico dove le chiese di origine bizantina, le stradine, le case sono come sospese in un tempo indefinito.

Contesa da veneziani e turchi per centinaia di anni, per la sua posizione strategica, Monemvasia, in passato, è stata un centro importante per la spedizione e il commercio. Una delle sue merci più preziose per i suoi abitanti (e non solo) era il vino di Nomenvasia, famoso fin dall’epoca Bizantina.

Per il più noto geografo di quei tempi, l’arabo Idrisi era “Maliassa” o “Malbasa”, i conquistatori veneziani avrebbero usato lo stesso nome, decretando la fortuna di questo vino.

La potenza marittima di Venezia, appartenente all’alleanza occidentale che conquistò gran parte della Grecia dal 1204 in poi, dopo la Quarta Crociata, segnò il destino positivo della Malvasia, in particolare dopo l’acquisizione di diversi possedimenti greci tra cui, appunto, Nomenvasia.

Il successo di questo vino fu tale che, in seguito, la Malvasia fu prodotta non solo a Monemvasia e a Creta, ma anche in Italia, Spagna, Madeira, Isole Canarie.

Una storia che Angelo Costacurta e Sergio Tazzer raccontano nel volume “Malvasia. Il vino prezioso d’Oriente che Venezia rese nobile nel Mediterraneo”, per i tipi di Kellermann Editore.

Costacurta, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e storiche, è un noto studioso di viticoltura a livello Internazionale.

Tazzer, giornalista, già direttore della sede RAI del Veneto, è autore di saggi sulla storia del Novecento.

Entrambi ricostruiscono la storia del vitigno attraverso percorsi storici che tracciano un profilo molto interessante di popoli e tradizioni.

Se le origini della Malvasia rimandano alla splendida Monemvasia è alla magnifica Venezia e ai suoi mercanti che si deve il successo Internazionale di tale vino ed è attraverso una narrazione densa di notizie, magistralmente narrata, che il lettore viaggia nel tempo alla scoperta di una storia che supera i confini del mondo enoico per diventare cultura nel senso più ampio e alto del termine.

“I mercanti veneziani compresero presto che il vino Malvasia era una leccornia, un vero e proprio nettare, rotondo quando non dolce, giallo dorato quando non ambrato, profumato, caldo e, soprattutto, resistente ai viaggi per mare e per terra”.

Un vino prezioso e costoso che, proprio per tale ragione, fu vietato in molti paesi. Non fu così nell’Italia di allora (al tempo, solo una penisola divisa in stati, comuni, ducati…) che, eccezionalmente, consentiva l’uso agli ammalati e, come sottolineano gli autori: “I ricchi qualche malanno lo lamentavano volentieri per giustificare possesso e consumo di quel nettare d’oltremare, panacea per ogni dolore”.

©KELLERMANN EDITORE

Il libro racconta la Malvasia attraverso i secoli e, inevitabilmente, si intreccia con le storie dei personaggi dei tempi. Uno fra tutti: Leonardo. “Il genio toscano produceva Malvasia nel suo vigneto milanese di Casa degli Atelliani (…). Leonardo apprezzava il vino “divino licore dell’uva, curando con passione il suo vigneto, un rettangolo lungo 160  metri e largo 52.”

Ancora il volume dedica pagine molto interessanti ai “luoghi della Malvasia” in un percorso che dalla Malvasia di Sicilia passa alla Malvasia Greca, all’Istriana, quindi alla Sarda, alla Spagnole e a numerose altre ancora.

Con la postfazione, scritta da Gherardo degli Azzoni Avogadro Malvasia (architetto restauratore, ritornato a Monemvasia, dove la sua famiglia, in passato, commerciava i vini con l’Italia) il volume conclude il viaggio lì dove tutto ha avuto inizio, nella magica Monemvasia, terra di Malvasia.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Italian based writer and magazine contributor.
Author of six books, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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