Storie (Di)Vino

Museo del Castell del vino di Peralada

Written by Veronica Lavenia

La storia del Castello di Peralada (Catalogna, Spagna) risale al 1285, quando durante una guerra contro la Francia, fu distrutto il primo castello dei visconti di Peralada. I visconti, invece di restaurarlo, decidono di costruire una nuova tenuta fuori le mura. Sono loro i proprietari del terreno occupato dall’attuale museo, e decidono di donarlo ad alcuni frati carmelitani perché vi costruiscano il loro convento.

Nel 1835, i frati lasciano Peralada e i conti recuperano la proprietà. Negli anni ’70 dell’Ottocento, gli ultimi eredi della famiglia decidono di tornare a Peralada, lasciando Parigi. All’arrivo trovano un castello medievale così diverso dai  castelli francesi ed è per questo che restaurano la proprietà, convertendola in un palazzo in stile francese.

Alla morte dei tre fratelli, tutti e tre senza discendenti, la proprietà di Peralada passa al Marchese de la Torre, dopo la morte di quest’ultimo, nel 1932 il castello viene acquistato da Miguel Mateu y Pla, industriale di Barcellona. Collezionista come il padre sono loro ad avviare alcune collezioni e ad allestire i musei.

Attualmente, e dopo la morte di D. Miguel Mateu, le collezioni rimangono private, appartenenti alla figlia e al genero, Doña Carmen Mateu e D. Arturo Suqué.

Scopriamo di più sul Museo del vino dalle parole della sua direttrice, Maribel González y Susana García.

©Museu del Castell del vino de Peralada

Molto più di un museo del vino, il Castello racconta la storia di una famiglia e copre importanti secoli di storia catalana e spagnola. Puoi descrivere brevemente questa testimonianza?

L’approccio alla domanda è molto corretto perché non si può parlare di museo del vino come qualcosa di isolato, ma di un progetto familiare che concilia arte, storia e mondo del vino all’interno di una proprietà del XIV secolo.

Nel 1923, Miguel Mateu Pla, su richiesta del padre, Damián Mateu Bisa, acquistò il castello di Peralada e la sua passione per il collezionismo lo fece diventare presto un punto di riferimento internazionale.

Parallelamente alle sue acquisizioni artistiche, Mateu integra un progetto all’interno dell’antico convento carmelitano che fa parte della tenuta. Nasce, così, la nuova cantina del Castello Peralada, nello stesso luogo in cui i frati producevano i loro vini che, negli anni ’50, divenne Museo del Vino.

©Museu del Castell del vino de Peralada

Sua figlia Carmen Mateu Quintana e suo genero, Arturo Suqué Puig, divennero gli eredi di uno straordinario patrimonio che non solo conservarono ma ampliarono con la creazione del Festival Internazionale del Castello di Peralada. Tra i progetti imprenditoriali di questa nuova tappa spiccano l’allestimento di una parte del Castello come casinò da gioco e la realizzazione di un resort che ruota attorno ad un campo da golf.

Attualmente, sono i tre figli del matrimonio, Miguel, Isabel e Javier, che gestiscono la proprietà. Conservazione, rinnovamento degli spazi e nuovi progetti continuano ad essere il leitmotiv della famiglia.

©Museu del Castell del vino de Peralada

All’interno del Castello, dove si trova il museo del vino, come è strutturato e cosa offre al visitatore?

Come ho già accennato, la proprietà dispone di due grandi edifici del 14° secolo: il Castello e il Convento del Carmen. Attualmente le collezioni di famiglia sono installate all’interno di quest’ultimo edificio e sono visitabili con cadenza regolare e sempre attraverso una visita guidata. La biblioteca, con più di 100.000 volumi, custodisce una delle migliori raccolte Cervantine.

Il museo del vetro ha sede nell’antico refettorio del convento e, in questo caso, si tratta di una delle collezioni più importanti al mondo, a livello privato.

In precedenza ho già indicato che il Museo del Vino occupa lo stesso spazio della cantina Carmelitana e vi sono esposti oggetti tradizionali legati al mondo del vino. La visita comprende, infine, il chiostro e la chiesa gotica dove sono in gran parte esposte le collezioni di scultura e pittura.

©Museu del Castell del vino de Peralada

Quali sono i principali punti di interesse del museo che più attraggono il visitatore?

 A parte gli otri, i torchi, i torchi e tutti i tipi di utensili in rame e vetro, ciò che colpisce è lo scenario che compone una botte con all’interno una tradizionale sala da pranzo; In essa spicca il dipinto di un pittore catalano, Pere Borrell del Caso, che, attraverso la tecnica del trompe l’oeil, ci presenta un tipico contadino che mostra un mazzo.

Un altro spazio che suscita particolare interesse è la stanza con le vecchie botti che hanno anelli di oliva, secondo la tecnica “els vaixells congrenyats”.

©Museu del Castell del vino de Peralada

 Perché vale la pena visitare il Museo Castell de Peralada?

Abbiamo già definito in cosa consiste la visita al Museo. Ovviamente dipenderà dagli interessi di ogni visitatore, ma la varietà dell’offerta artistica è straordinaria e l’ambiente circostante sorprende. La sensazione più comune dopo la visita è quella di aver fatto una scoperta fantastica e inaspettata.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Writer and magazine contributor, some of her works have appeared in the most popular International magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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