Storie (Di)Vino

Rosés de Terroir: intervista con Guillaume Demoulin

Written by Veronica Lavenia

L’Associazione Rosés de Terroir è nata a febbraio 2020, in Francia, con l’intento di riunire tutti i Rosès de Terroir del mondo (delle aziende che vogliono far parte dell’Associazione) per divulgare la cultura e la diversità di una tipologia di vino ancora poco tenuta in conto eppure così capace di stupire.

Scopriamo di più dalle parole di Guillaume Demoulin, Presidente dell’Associazione Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT).

©Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT)-Guillaume Demoulin

L’Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT), creata nel 2021, nasce con un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: diffondere e promuovere la cultura e la qualità dei vini rosati. A un anno dalla sua nascita, qual è la situazione attuale?

Dopo la “chiamata di Tavel” per costituire questa associazione nel 2021, le cose sono andate bene, nonostante gli anni complicati del COVID.

Oggi, dieci cuvée sono state cooptate e quasi altrettanti viticoltori fanno parte dell’AIRT (solo 2 viticoltori in 2 cuvée nell’AIRT). La selezione delle annate è molto eclettica, il nostro desiderio non è in alcun modo limitare l’ingresso di questa associazione a un solo tipo di rosato ma, al contrario, avere una mentalità ampia, accettando Provenza, Riceys o Côtes de Toul ma anche vini rosati oltre i confini francesi come prova con la cooperazione con Bardolino Chiaretto.

Il nostro leitmotiv è selezionare rosati che ci diano emozione, esprimendo al meglio il loro terroir di origine, la tecnica in vinificazione non deve avere la precedenza sulla qualità del terroir delle uve.

©Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT)

I piani per il prossimo triennio sono molto ambiziosi. Può citarne alcuni?

L’obiettivo nei prossimi tre anni è quello di riunire e rendere visibili coloro che, tra produttori e rivenditori, sono già convinti del valore dei rosati.

L’azione di punta sarà l’identificazione dei luoghi in cui sarà possibile “l’esperienza” dei terroir rosé (membri dell’associazione, rivenditori, partner). Questi luoghi mostreranno l’adesivo o la vetrofania “Roses of Terroirs Experience”.

Sul sito www.rosesdeterroirs.com una mappa vi permetterà di individuarli e seguirne la moltiplicazione. Per fare parte dell’Associazione sarà sufficiente avere almeno una cuvée selezionata dall’Associazione.

©Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT)-Portrait grappe bourboulenc

Entro la fine dell’anno, inoltre, gli obiettivi saranno due principalmente:

– rendere visibili e valorizzare le vecchie annate nei rosati terroir (almeno 10 anni);

– organizzare lo sviluppo di questa offerta per un target iper-mirato. Lo chef francese stellato Nicolas Durif, del ristorante l’Hysope, vicino a La Rochelle, sponsorizzerà la realizzazione di questa specialissima offerta dell’Associazione.

©Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT)

La forza della vostra Associazione è l’internazionalità. Non solo per divulgare eccellenze francesi ma anche straniere. Quali caratteristiche devono avere i rosati delle aziende associate alla vostra associazione?
Come detto prima, le cuvée degustate devono produrre emozione, risvegliare in noi sentimenti e curiosità. Troppi vini rosati sono formattati e si assomigliano, l’AIRT vuole andare contro questo smussamento delle qualità.
I rosati AIRT devono avere le stesse caratteristiche di altri grandi vini, cioè espressione del loro terroir e una certa capacità di invecchiamento. Per questo, durante la degustazione di cooptazione degustiamo solo vini che abbiano almeno un anno di età.

©Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT)

Vini con una propria personalità ma ancora poco potenti nella comunicazione. È colpa, secondo lei, delle aziende che non hanno mai investito abbastanza nella creazione di una comunicazione adeguata, come è stato fatto per i bianchi e i rossi, o colpa del mercato, del consumatore disinteressato?

Questo segmento di Rosés de Terroirs è ancora un mercato di nicchia, ma si sta sviluppando così tanto che professionisti e consumatori si aspettano una gamma più ampia di vini rosati. È qui che i vini dell’AIRT hanno una carta da giocare. Finora, i Rosés de Terroirs esistevano già, ma ciascuno per conto proprio o attraverso piccole denominazioni come Tavel o Riceys, o cuvée riservate di alcuni viticoltori.

©Association Internationale des Rosés de Terroirs (AIRT)-Glass AIRT

Non avevano il potere di comunicazione che possono avere i rosati delle Côtes de Provence o i rosati intarsiati con grandi strutture.
Oggi, l’AIRT invita tutti questi viticoltori che amano i Rosés de Terroirs a unirsi per poter far parlare la gente di questi grandi vini e dare loro finalmente il posto che meritano nel panorama vitivinicolo mondiale.

About the author

Veronica Lavenia

PhD.
Italian based writer and magazine contributor.
Author of six books, some of her works have appeared in the most popular International Food magazines.
Her scientific papers have been published in some of the most renowned international literary academic journals.
Writer| Translator| Communications manager at "The Wolf Post", since the birth of the platform.

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