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Sassicaia 2019 – Tenuta San Guido

Sassicaia 2019 - Tenuta San Guido
Written by Piero Pardini

Credits: © Piero PardiniThe Wolf Post – TOSCANA – ITALIA

Vino: Sassicaia
Composizione varietale: 85% Cabernet Sauvignon, 15% Cabernet Franc.
Denominazione: D.O.C. Bolgheri Sassicaia (D.O.C. Sassicaia).
Titolo alcolometrico: 13,5% vol.
Annata: 2019.
Terreno: i terreni su cui insistono i vigneti atti alla produzione di questo vino sono compresi nella delimitazione territoriale della DOC SASSICAIA. Mostrano caratteristiche morfologiche diverse e composite, con presenza di zone calcaree ricche di galestro, nonché di pietre e sassi (da cui prende il nome il vino) e parzialmente argillosi.
Altitudine: 100-300 m s.l.m.
Esposizione: Ovest/ Sud-Ovest.
Sistema di allevamento: cordone speronato.
Densità ceppi per ettaro: da 3.600 ceppi/ha a 5.550 ceppi/ha per gli impianti più vecchi e 6.200 ceppi/Ha per impianti più recenti.

Andamento climatico e caratteristiche dell’annata: Annata eccellente e, sebbene non generosa per quantità, lo è stata, invece, per le uve di ottima qualità e maturazione. Dopo un autunno con temperature miti e piogge frequenti, l’inverno è stato abbastanza asciutto e con temperature spesso sopra la norma stagionale. La primavera è giunta un poco in anticipo e, da metà marzo, le belle giornate di sole e l’aumento consistente delle temperature hanno anticipato l’ingrossamento delle gemme. Tuttavia, in aprile il clima è nuovamente cambiato con sostanziale calo delle temperature e il ritorno delle piogge. Tutto il mese di aprile è stato molto piovoso e questa situazione ha normalizzato la riserva idrica dei suoli. Due brevi grandinate di piccole entità, cadute a fine aprile, hanno contribuito a diradare i giovani germogli ma senza alcuna compromissione della potenzialità di produzione. Il proseguire della primavera è stato piuttosto insolito con piogge e temperature fredde condizionate anche dai venti di tramontana. Una condizione climatica che ha imposto grande attenzione sui vigneti da parte degli agronomi e che, allo stesso tempo, ha tardato l’accrescimento vegetativo. Dalla fine di maggio le condizioni meteo sono migliorate e da giugno è arrivata l’estate con giornate di sole, temperature nella norma e ottima ventilazione (soprattutto notturna). Condizione climatica favorevole che ha consentito un ottimo svolgimento delle fasi fenologiche più importanti della vite (fioritura e allegagione). La fioritura si è svolta tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, partendo dai vigneti posti più in pianura e per terminare nei vigneti posti in alta collina. Ottima l’allegagione che è avvenuta regolarmente e in condizioni meteo del tutto ottimali. Grappoli più contenuti con giusto carico di acini a grappolo. Fine giugno ha registrato temperature intense ma fortunatamente questo caldo afoso è durato solo per poco tempo, stabilizzandosi il proseguo estivo su temperature ampiamente nella media stagionale. Grazie alle brezze di mare e allo scambio termico tra la notte e il giorno, le piante hanno potuto beneficiare di un’ottima ventilazione a vantaggio di una più accentuata cessione di aromi. Una perturbazione verificatasi in luglio tra domenica 7 e il lunedì 8, ha apportato ulteriore beneficio alle piante e la pioggia ha ristabilito le ottimali condizioni dei suoli. Luglio e agosto sono stati mesi caldi ma pur sempre con temperature nella norma, senza alcun eccesso, fatta eccezione dell’ultima settimana di luglio dove il caldo afoso è persistito per circa una settimana. Subito dopo Ferragosto si sono verificate delle piogge che hanno riportato refrigerio e contribuito a normalizzare la vitalità delle piante. La maturazione fenolica delle uve è avvenuta leggermente in ritardo rispetto agli anni precedenti di circa 7-8 giorni e l’abbassamento termico verificatosi da fine agosto, ha consentito alle uve di giungere in un ottimo equilibrio tra maturità tecnica e maturità fenolica. Una situazione meravigliosa come si verificò nel 2016. La notevole escursione termica intercorsa tra la notte e il giorno ha consentito l’ottenimento di uve, sane e con acidi turgidi e croccanti. Bella estrazione immediata nei giovani mosti e bella concentrazione del frutto. Livelli zuccherini mediamente di 230 g/l sui Cabernet S. e di 240/260 g/l sui Cabernet F e valori analitici perfetti. È un’annata di Sassicaia che si contraddistingue per una spiccata aromaticità ma altrettanto per una struttura presente ma non invadente. I tannini sono soffici, quasi inavvertibili ma pur sempre con un vino di grande estratto (33,5 g/l estratto secco).

Epoca vendemmiale: La vendemmia, svolta interamente a mano, è iniziata nella seconda settimana di settembre con le uve di Cabernet Franc e proseguita poi con i Cabernet Sauvignon, partendo prima dai vigneti posti a quote altitudinali più basse, fino a terminare nella prima decade di ottobre, in quelli di collina oltre i 300 metri sul livello del mare (Vigna di Castiglioncello e Vigna del Quercione).

Note di vinificazione: Selezione delle uve tramite tavolo di cernita, per eliminare impurità e qualsiasi presenza di imperfezione. Pressatura soffice e delicata diraspatura delle uve tramite macchinario idoneo a non rompere l’integrità degli acini ed evitare cessione eccessiva di tannini. Le fermentazioni alcoliche (del tutto spontanee e senza aggiunta di lieviti esterni) si sono concluse a metà ottobre e si sono svolte con regolarità e temperature massime di 26-27 °C. Frequenti delestages e rimontaggi all’aperto hanno consentito un’ottima estrazione aromatica e freschezza in termini di acidità dei mosti. Le fermentazioni malo-lattiche, (sempre senza inoculi), svolte in acciaio si sono completate con regolarità a fine novembre grazie alle ridotte temperature esterne. Ai primi di dicembre, dopo frequenti travasi di pulizia dei mosti, il vino è stato messo in barrique dalla prima decade di Dicembre 2019.

Affinamento: al termine delle fermentazioni malo-lattiche il vino è stato messo in barrique utilizzando un 40% di legno nuovo, un 40% di primo passaggio e un 20% di secondo passaggio. Abbiamo utilizzato barrique in quercia di rovere francese (Troncais e Allier in particolare) a grana fine e con leggera tostatura per non abbondare nella cessione di tannini. Sassicaia 2019, dopo circa 25 mesi di affinamento in legno, è stato travasato nelle vasche in acciaio e ulteriormente selezionato prima dell’assemblaggio finale e quindi dell’imbottigliamento. Successivo affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

Note di degustazione:
All’esame nel bicchiere, si presenta limpido, di colore rosso rubino, luminoso, intenso, di buona consistenza.
Al naso, nonostante la sua “giovinezza”, regala un effluvio di profumi variegato e complesso. Il bouquet dei sentori è espressione del territorio: dai sentori di ciliegia, alle erbe aromatiche, la macchia mediterranea, il sottobosco, e una nuance di mandorla tostata completano il tripudio aromatico, di qualità molto fine e intensa.
Al palato seduce per la piacevolezza e la forza aromatica. La sua fresca acidità è ben supportata da un tannino importante ma ben composto. Ogni sua componente è perfettamente equilibrata e ben delineata. Un vino da bere, ma anche da conservare per evento speciale.
Si consiglia in abbinamento con piatti di carne alla brace della tradizione Toscana.

Valutazione:
5 Lupetti


Altre etichette dell’azienda in Guida (Di)Vino

Società Agricola C.I.T.A.I. S.p.A.
Loc. Capanne, n. 27
57022 Bolgheri – Livorno
Phone +39 0565 762003
E-mail: info@sassicaia.com
Website: www.tenutasanguido.com


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About the author

Piero Pardini

Founder and editor of "The Wolf Post".
Freelance Journalist.
Wine critic and Sommelier.
He has also written about sports and technology for some specialized magazines.
Co-author of the authorized biography "Gianni Clerici - The writer, the poet the journalist", Le Lettere, Firenze.

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